art_200
Artists Against War

 

A cento anni esatti dalla guerra colonialista e mentre in Afghanistan ancora si muore, sono iniziati i bombardamenti in Libia. Fino a ieri Berlusconi baciava le mani a Gheddafi, purchè impedisse la partenza dei migranti, anche a costo della morte in carcere e per mare di centinaia di persone.

Ora il governo italiano si accoda ai “volonterosi” signori della guerra, preoccupati principalmente del controllo delle risorse petrolifere e della stabilità dei mercati finanziari.Questa guerra si basa sull’ipocrisia e non sui valori umanitari. La stessa risoluzione ONU sulla “no fly zone” è già stata snaturata con un inasprimento delle incursioni militari e con lo scatenamento di una vera e propria guerra. Il Presidente Napolitano faceva bene a non ricorrere all’articolo 11 della Costituzione per giustificare la nostra partecipazione all’intervento militare in Libia. L’articolo 11 cita testualmente che il nostro paese ripudia la guerra in ogni sua forma e non ci possono essere deroghe a tale dichiarazione.

La Rete artisti partecipa alla campagna contro questo ennesimo atto di aggressione contro uno stato sovrano, benché retto da un dittatore sanguinario come Gheddafi. La giustizia e la libertà si conquistano dal basso e non con i bombardamenti dall’alto.

bandierapace_600

 

ESPONIAMO ALLE NOSTRE FINESTRE

LA BANDIERA DELLA PACE

Rete Artisti contro le guerre

 

Scrivi un Commento

Bisogna loggarsi per scrivere un commento. Login »